Da che mondo è mondo si prova piacere ad essere ammirati, guardali con desiderio. Catturare lo sguardo nell’era di Internet è diventalo però ancora più importante e il mondo delle immagini in cui viviamo, unito alla potenza dell’anonimato, ci ha fatto cambiare tabù, morale e pudore.

Quello che una volta era scandaloso, da vivere di nascosto, ora ò diventato solo un modo ili esprimersi. Giusto? Sbagliato? Mah. come al solito il mondo si è spaccalo in due, tra coloro che difendono la morale, in senso tradizionale, e coloro i quali invece sorridono o si divertono a guardare e mostrarsi o forse, seppur non interessati, vivono secondo la saggia filosofia del “vivi e lascia vive­re“. Quello che è certo è che in Rete la parte osé della nostra personalità è esplosa e ha trovato una casa comoda. Ultimo scandalo sotto il sole è Instagram (), la famosa applicazione gratuita per Android e iOS che ci permette di modificare le nostre immagini, applicando effetti anche molto carini, e di condividere le fotografie in modo rapido e facile. Possiamo navigare tra gli albi degli utenti, votare ed entrare in qualche modo in contatto con il mondo degli altri internati. Fin qui sembrerebbe tutto normale: adulti e ragazzi hanno scaricato l’applicazione e la usano quotidianamente, ma c’è un ma. La curiosità non ha limiti e la morale, come abbiamo già detto, è cambiata, e così ecco che basta una ricerca un po’ mirata, con parole chiave tipo #sexy oppure #instahot per entrare nelle stanze nascoste dell’applicazione, quelle dove trovano spazio tutti quelli che amano farsi guardare, quelli che ci tengono a farci sapere che uso fanno delle loro pudenda, quelli che devono, vogliono, condividere tutto con gli altri.

Ma perché Instagram piace?

L’applicazione riscuote un successo mondiale perché le immagini possono essere modificate e migliorate direttamente su telefonino prima di essere condivise, egli effetti non sono meno incredibili di quelli che avremmo utilizzando un programma di foto-ritocco sul computer. Prendiamo per esempio Lux, l’effetto che rende brillanti i nostri scatti, evidenziando particolari che forse sono sfuggiti persino a noi, che dello scatto siamo gli autori! l.a fortuna di questa applicazione non risiede però solo nella possibilità di ritoccare le immagini; Instagram nasce come software in grado di creare un ponte tra il nostro smartphone e la Rete, in particolare la grande famiglia dei social network, li possibile infatti collegare il nostro profilo direttamente al Web e vedere postate le immagini automaticamente in ogni dove. Ma possiamo anche trovare i nostri amici, farcene di nuovi, commentare le immagini di altri, votarle con il famigerato “Mi piace“. Tra commenti, gente che seguiamo e che ci segue, utenti inseriti nei Preferiti, la possibilità di modificare, condividere, commentare, il successo di Instagram è presto fatto.

Tra le tante possibilità anzidetto, un accenno particolare va fatto a Tag, che, simili in tutto e per tutto alle etichette, in Instagram si chiamano hashtag. Gli hashtag sono parole chiave che possono essere asso­ciate alle immagini, por facilitare la ricerca da parte degli utenti che si mettano ad esplorare la galleria dell’applicazione. Davanti alla parola chiave va posizionato il simbolo #,l’hash appunto  e l’immagine verrà catalogata dal database dell’applicazione in una cartella virtuale. Un hashtag # fiore por esempio, permetterà a chi cerca foto floreali di vedere anche la nostra  e magari di votarla e, perché no, inserirci tra le persone da seguire. Una cosa molto simile all’amicizia, nel mondo del Web. È proprio gra­zie agli hashtag che Instagram ha visto nascere al suo interno il filone hot. Il meccanismo è semplice: mi spoglio, scatto una foto, la modifico (ma anche no) o la posto con l’hashtag #hot. l’immagine viene catalogata e resa disponibile a chi faccia una ricerca mirata. I commenti e i voli fanno il resto.

Le condizioni di utilizzo di Instagram vietano esplicitamente l’utilizzo dell’applicazione per postare fotografie di nudo o pornografiche, ma pare che al monitoraggio del software lavorino solamente una quindicina di persone egli scatti postati ogni giorno invece si aggirano sull’ordine di grandezza delle centinaia di migliaia. Un lavoro improbo. Allora ecco la genialata di Instagram di scaricare sugli utenti la responsabilità della vigilanza. Possiamo infatti segnalare ogni scatto che riteniamo inappropriato, offensivo o volgare e i Webmaster provvederanno alla sua eliminazione. Che dire… ridicolo! Il filone hard nasce dalla voglia di farsi guardare e chi va a cercare gli hashtag piccanti lo fa per lo stesso motivo: guardare, figuriamoci che vigilanza ci può essere! Alcuni chiedono indignati la chiusura dell’applicazione, altri esigono che venga creata una sezione blindata per il ramo hard, a protezione dei minori, certo è che la professoressa Ferri Senft, che insegna comunicazione all’università di New York, ha proprio ragione quando afferma che “ogni volta che su Internet si raggiunge la massa critica, compare il sesso”.

Voi cosa ne pensate?