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A quanti è capitato, purtroppo, di dire una cosa del genere? A me, sicuramente. Se non avete acquistato un case impermeabile, come suggerito in un nostro articolo, seguite questa guida per, almeno, provare a salvarlo.

Come prima cosa smontare completamente il telefono di ogni sua parte: cover, batteria, microSD, sim. Asciugare ognuna di queste parti in modo delicato, soprattutto, nelle parti dove sono esposti i circuiti elettrici. La cover posteriore può essere trascurata, che sia di plastica, alluminio o vetro l’acqua non intacca questi materiali e comunque meglio pensare prima al corpo dello smartphone.

Veniamo all’operazione più importante. Innanzitutto cercate di non scuotere troppo il telefono per evitare che l’acqua possa infiltrarsi ancora di più al suo interno, sperando che non lo sia già. Infilate lo smartphone in una carta assorbente (come quella del pane) insieme al riso crudo che, come è noto, assorbe l’umidità. Ponete poi il tutto in una bustina per alimenti. Chiudete la bustina cercando di estrarre tutta l’aria senza stringere troppo lo smartphone, essendo immerso nel riso si potrebbe graffiare il display. Aspettate 24h e incrociate le dita.

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Facciamo un distinguo tra acqua dolce e acqua salata. Nel caso di acqua salata le cose si complicano perché il sale attacca subito gli elettrodi del vano batteria, oltre gli altri circuiti, che poi ossidano velocemente. Quindi la prima operazione da fare in questo caso è di “lavare” gli elettrodi con un pennellino imbevuto di alcool e di asciugarli, entrambe queste operazioni vanno fatte ponendo molta attenzione e delicatezza. E quindi procedere come descritto in precedenza.

Spero che la guida vi sia utile dato che da quanto affermano le statistiche gli smartphone cadono spesso nell’acqua a causa del fatto che vengono portati, soprattutto, in bagno da sempre più persone in sostituzione di giornali, riviste e settimana enigmistica ora sostituiti da ruzzle, facebook e quant’altro.